formigoonies

Ogni volta ti fai tentare dalle scale mobili senza scalini, appena inclinate quel poco che basta per illuderti di accorciare distanze, dislivello e bruciare calorie a iosa. Invece arrivi appena un metro o due più su, in un inferno sotterraneo di accecanti vetrine lowcost. Sei alla ricerca del tuo treno veloce ed economico come quando 23 anni fa hai votato lui per fede e cristiana rispettabilità. Speravi nel profeta che scacciasse il diavolo da Milano, assatanata di fama, di danee, da bere a tutte le ore per manichini di plastica e carne in costante orgia di luce. Dagli anni novanta la scighera ha iniziato a diradarsi, ogni anno un po’ di più, finché qualcuno ha iniziato a vederci chiaro: tutti in gabbia, anche i manichini e i giusti, condannati all’eterna ragione ed in colonna sugli infiniti tappeti mobili verso le vetrine sbarlucciacanti. Altri stanno blindati in casa, chi agli arresti, chi in volontaria clausura per timor di sé, degli altri e degli immigrati.

Loro affollano una delle piazze più belle d’Europa. Non c’è pericolo che lo sguardo dei Milanesi vi indugi e solo pochi turisti incauti la sciupano calpestandola. Per gran parte del giorno è un palcoscenico bianchissimo fatto appositamente per la nera disperazione. Sta li bianca e tentatrice la mela del peccato, originale come quella dell’Ipad.

Di sotto viaggiatori puliti continuano a marci(a)re sul tappeto mobile, ordinati e veloci, ottemperando agli ideali su cui è sorto quell’edificio. A becco chino si infilano nelle tenebre della metro sotto casa per riemergere, soli e sole, al sole, solo un’ora dopo quando il treno esce dal sipario metallico di Alberto Fava. Le lampade li tengon svegli e concentrati come fossero già al lavoro, il cuore ha fretta pure a riposo, la pressione s’alza più del normale, quanto costa alla sanità lombarda ? diccelo roberto! dimostraci come si può star calmi in alto mare sullo yacht mazzetta. Clemente e calmo il tribunale, roby hai tutto il tempo per rallentare. La prossima volta anch’io metto la sveglia cinque minuti prima e mi guardo sta bella stazione figlia di un errore, magnifica ed immortale proprio come avrebbe voluto quel bastardo di suo padre. Un attimo per favore! la prossima volta non metto la sveglia, perdo il treno per Parigi e continuo a studiare Marx, finisco a fare il professore di storia e filosofia nel mio liceo di lecco, la finisco anche di credere in Dio ed indugio sulle vetrine; per guardarci dentro senza farmi accecare rimango un filosofo, rinuncio alla laurea in economia e pure all’ambizione, sarò un buon cristiano. Milano e i suoi grattacieli non mi fregano mica! Ce la puoi fare, si diceva Luigi tirando su la cloche del cessna. Ce la posso fare dice chi fa finta di non sentir la sveglia e rischia di perdere treno, lavoro e carriera. Ce la farò di sicuro diceva Roberto pagando gli avvocati, rimborsando ospedali in cambio di ferie. Ce la posso fare dicono gli africani sdraiati nelle aiuole di giorno e sul marmo di notte. Cosa fate ? Venite con noi? Chiede la polizia, a Roberto e agli irregolari come lui. Luigi invece non lo possono arrestare, è scappato al ventiseiesimo piano.

Dai non partire che malinconia, non farlo siamo già ricchi ! dicono le mogli in Africa, e pure Carla lo diceva, Roberto non venderti la nostra vecchiaia in cambio di spiccioli ed immortalità. Invece Luigi è diventato immortale partendo da Lugano, stava bene, tutti alla sua età dovrebbero volare. Roberto compra vacanze e voti, da intenditore si beve Milano negli anni novanta, quella delle annate d.o.c. Gustosa e concentrata, protetta dalle fabbrichette tutt’attorno, ora è sparsa per il mondo. Dal mondo altri sapori la diluiscono. Sperimenta, mescola, con la speranza messianica di un cocktail violento che faccia di più.

 

Cast

Alberto Fava nel ruolo dell’ingegnere pelato
Carla Vites nel ruolo di ex yachtista
roby formigoonies nel ruolo del furbacchione
Luigi Fasulo nel ruolo di pilota immor(t)ale
Poliziotti ed africani nel ruolo di clandestini
Milano, città aperta
Pirellone, grattacielo basso
Stazione ariana

 

 

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